Ordinanze Contingibili e Urgenti

Il potere di ordinanza del Sindaco, previsto dal nuovo articolo 54 T.u.e.l., così come modificato dall’art. 6 del D. L. 2008/98, per tutelare l’incolumità pubblica e la sicurezza urbana, è il frutto di un bilanciamento tra prerogative statali in tema di sicurezza pubblica e l’esigenza di valorizzare il ruolo degli enti locali. L’azione amministrativa si sta via via modificando, stravolgendo, ricorrendo sempre più spesso a strumenti di diritto privato, nonché adeguandosi agli standard comunitari. La definizione normativa del concetto di Ordine Pubblico come istituto di diritto amministrativo viene espressamente indicata dall’art. 159, II comma, D.Lgs.31.03.1998, n. 112, che rappresenta il riferimento di diritto positivo per individuare i contenuti delle relative funzioni: “le funzioni ed i compiti amministrativi relativi all’ordine pubblico e sicurezza pubblica concernono le misure preventive e repressive dirette al mantenimento dell’ordine pubblico, inteso come il complesso dei beni giuridici fondamentali e degli interessi pubblici primari sui quali sui quali si regge l’ordinata e civile convivenza nella comunità nazionale, nonché alla sicurezza delle istituzioni, dei cittadini e dei loro beni”. Il potere di emanare ordinanze contingibili e urgenti in capo ai sindaci consente a questi ultimi di poter garantire l’incolumità pubblica e la sicurezza urbana delle circoscrizioni amministrate: trattasi, in particolare, di uno strumento fortemente voluto in occasione della Riforma del Titolo V della Costituzione, a partire dall’art. 117 e ss., conferendo ai sindaci un ruolo centrale nella gestione della sicurezza delle città. Il concetto di ordine pubblico è davvero molto ampio, che include non soltanto funzioni di tutela e conservazione dell’ordine giuridico, ma anche e soprattutto funzioni tendenti a contribuire al benessere, al progresso ed allo sviluppo della comunità. Il sindaco, nel momento in cui si trova ad adottare questi provvedimenti opera in veste di Ufficiale di Governo e non di rappresentante della comunità locale: trattasi, dunque di una funzione prettamente statale. Per quanto riguardala natura giuridica delle ordinanze contingibili e urgenti, sussistono due orientamenti principali. Una dottrina meno recente, oramai superata, tende a riconoscere una natura normativa; la dottrina recente e, a dire la verità, oramai, anche il legislatore, individuano il carattere sostanzialmente provvisorio di queste ordinanze. In ragione di quanto sopra, infatti, andando ad analizzare le peculiarità di tali provvedimenti ci avvediamo di come esse siano caratterizzate dalla temporaneità della loro durata, della atipicità e della estrema ratio relativamente alla loro applicazione. Le ordinanze contingibili e urgenti, secondo la dottrina e la giurisprudenza consolidate, infatti, presentano una serie di tratti comuni e riconoscibili, quali l’atipicità e la straordinarietà; la loro efficacia è limitata nel tempo e nello spazio; devono essere adeguatamente motivate e pubblicizzate, incontrando una serie di limiti invalicabili da identificare nelle norme costituzionali e nei principi generali dell’ordinamento giuridico e nelle materie oggetto di riserva di legge. L’atipicità o elasticità contenutistica di tali provvedimenti deroga al costante criterio di tipicità degli atti amministrativi, tanto è vero che di frequente si parla di ordinanze che vanno ben oltre i limiti normativi, in aperto conflitto col principio di legalità. Circa i profili giuridici salienti, trattasi pacificamente di atti amministrativi relativamente ai contenuti, la forma e le modalità di tutela giurisdizionale. Trattasi, ancora, di atti necessitati, predisposti dal legislatore per far fronte a situazioni di pericolo o di urgenza: sono provvedimenti liberi attraverso i quali i sindaci possono anche derogare a norme di rango legislativo. La temporaneità che caratterizza i suddetti provvedimenti, inoltre, consente ai medesimi di subentrare e subordinare agli strumenti ordinari offerti dall’azione amministrativa. Per ciò che concerne, in ultimo, l’estrema ratio, tali strumenti possono essere adottati solo quando non appare possibile individuare una strada alternativa, altrimenti si rischierebbe di cadere in uno dei vizi tipici dell’azione amministrativa, quali l’eccesso di potere o la violazione di legge: si deve, pertanto, versare in una situazione di incombente necessità, la cui risposta non può essere differita e che presenta l’assoluta mancanza di alternative. Il IV comma dell’art. 54 T.U.E.L. delinea nello specifico il nuovo potere di ordinanza del Sindaco in materia di sicurezza urbana che, quale Ufficiale di Governo egli potrà adottare con atto motivato, nel rispetto dei principi dell’Ordinamento Giuridico. La posizione del Sindaco diventa così quella di fulcro di una nuova sinergia delle Istituzioni nei confronti della criminalità, atteso che la qualità di amministratore locale gli permette di sapere quali problematiche del suo territorio presentino rischi per la sicurezza. Il contenuto di tali ordinanze è rimesso alla scelta discrezionale dell’organo agente, secondo quanto è richiesto dalle circostanze che ne impongono l’emanazione e non vi è l’obbligo di preavviso di avvio del procedimento: unico onere per l’agente è la comunicazione al Prefetto, il quale eserciterà il suo potere di controllo e di coordinamento.

Potrebbero interessarti anche...

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *